Sportdigitale 2017: un anno vissuto sportivamente!

Quando ho iniziato a scrivere il libro Digital Marketing per lo Sport di Hoepli ho subito considerato che il libro, in quanto orientato nella descrizione della comunicazione digitale in ambito sportivo, doveva avere una prosecuzione che potesse dare dinamicità a tutto il lavoro e le speranze riposte nella progettualità degli argomenti. Per questo, mentre scrivevo, capitolo dopo capitolo, e mi confrontavo con quelli che da contributors sarebbero diventati parte della squadra permanente del progetto, ho capito che dovevo fare di più. Questa è stata la molla che ha fatto nascere #Sportdigitale.

 

Dopo il WMF del 2017, durante il quale è stato presentato il libro al pubblico, abbiamo cominciato a strutturare gli eventi che ci hanno accompagnato fino ad oggi. Non solo. Siamo cresciuti di numero. La squadra, da un nucleo iniziale di 8 + 1 (Alessandro Vezzoli, Bernardo Mannelli, Corinna Caccianiga, Flavius Florin Harabor, Maria Grazia Rosati, Monia Taglienti, Roberto Gerosa, Valentina Baldon) si è allargata includendo altre due figure che sarebbero diventate importanti per due aspetti essenziali:

  • media law (Federica De Stefani)
  • giornalismo su twitter (Francisca Gutierrez)

Era esattamente il 14 settembre quando il Tour della squadra di #Sportdigitale è partito.

Sono state 11 tappe incredibili durante le quali abbiamo attraversato tutto lo stivale, portandoci dietro i nostri sogni e le nostre esperienze.

Abbiamo chiuso questo lungo percorso a Reggio Calabria il 5 dicembre dove abbiamo tirato a bordo Mary Sciarrone, una giornalista che incarna l’essenza dello spirito #Sportdigitale. E’ con lei che stiamo lavorando sulla prossima tappa al sud prevista per la tarda primavera del 2018.

I progetti per il 2018

Non ci fermiamo qui. L’anno sta per chiudersi ma la squadra lavora a tanti progetti veramente unici:

  • il 26 gennaio iniziamo il nostro girone di ritorno partecipando all’evento Socialgirls – Donne Digitali, alla sua seconda edizione; ci saremo con tanti nostri relatori e presenteremo il nostro percorso dedicato ai piccoli scrittori di sport: #sportdigitaleKIDS!
  • il 4 maggio saremo a Londra assieme a Postpickr per la fantastica tappa britannica.

 

Avete capito bene: #Sportdigitale nel 2018 varca i confini per incontrare la comunità italiana a Londra di appassionati di sport e digitale.

 

La nostra squadra è differente! Lo sapete perchè?

Il progetto Sport Digitale è una famiglia di professionisti, pronti ad aiutarsi a vicenda e aiutare chi ha bisogno di capire il mondo digitale. (Flavius Florin Harabor)

Nello sport come nel digitale come nella vita, non sono le individualità a fare la differenza, ma lo spirito di appartenenza a un progetto comune. Ecco perché mi piace il progetto sport digitale. (Roberto Gerosa)

Il bello di sportdigitale è il Team ben assortito, i ruoli definiti, l’armonia nel gioco di squadra. L’impegno e la professionalità di fare qualcosa per tutti, non solo per noi stessi. (Bernardo Mannelli)

Un progetto che riunisce competenze e strumenti del mondo digital e li applica alla comunicazione sportiva; una squadra di persone che portano le loro diverse abilità al servizio di un obiettivo comune (Corinna Caccianiga)

Per me #sportdigitale è stata la scoperta di un nuovo modo di essere: lo sport aiuta a lavorare in team e in team si raggiungono grandi obiettivi (Maria Grazia Rosati)

 

Come non tifare per noi anche nel 2018?

 

Manifesto Eroica

L’Eroica: immagine e marketing del ciclismo italiano nel mondo

Logo EroicaPosso affermare con serenità che l’idea di inserire nel libro “Digital Marketing per lo Sport” della Hoepli, le case history di marketing digitale sportivo tra le più interessanti, sia nata proprio intorno a questo primo progetto sull’Eroica di Gaiole in Chianti. Volevo avere la possibilità di raccontare cosa si celava dietro questo brand che mi aveva colpito sin dal primo istante. Così ho contattato Amedeo Polito, Global Event Coordinator di tutti gli eventi e cicloclub eroici, che mi ha aperto le porte del mondo eroico nel Web.

Quella dell’Eroica è una strategia di marketing perfetta con un’integrazione a tutto tondo tra visual, comunicazione, grafica social & Web, merchandising… insomma un gigante mediatico capace di attirare decine di migliaia di persone nei due festival principali di Gaiole in Chianti e del Derbyshire (Eroica Britannia), le cui presenze nel 2016 sono state pari a 50.000 appassionati. Sono 10 le tappe in tutto il mondo dal Giappone alla Spagna, nate per diffondere uno sport che non c’è più:

una rievocazione storica del ciclismo d’altri tempi.

L’Eroica non è una gara

Non è difficile raccontare la storia e l’avventura dell’Eroica.

Guai a chiamarla gara.

L’Eroica è una cicloturistica d’epoca non competitiva dal sapore tutto italiano che attira ciclisti da ogni parte del mondo. Gaiole in Chianti subirà una profonda trasformazione nel prossimo weekend: dal 28 settembre per quattro lunghi giorni, verremo portati indietro nel tempo, ai fasti di Coppi e Bartali, di quei campioni che hanno impresso le loro impronte nella storia sportiva italiana e nell’immaginario di un popolo intero.

Manifesto Eroica

L’Eroica di Gaiole in Chianti

È un viaggio che si snoda attraverso 5 percorsi sulle strade bianche della Toscana (dai 6km ai 209km) e può essere affrontato esclusivamente con biciclette costruite prima del 1987 e con abiti della stessa epoca, in una multicolore festa di appassionati di tutte le età provenienti da ogni paese del mondo. L’Eroica è la rappresentazione di uno sport fatto di fatica e tradizione, di sacrificio e passione.

L’Eroica e quello che Giancarlo Brocci, il padre della manifestazione, ha condensato in una frase: vogliamo far riscoprire la bellezza della fatica e il gusto dell’impresa.

Il ricordo di Luciano Berruti

Quest’anno l’Eroica avrà un significato ancora più importante: ci sarà un vuoto lasciato da Luciano Berruti, la leggenda del ciclismo eroico, scomparso il 13 agosto scorso accanto alla sua bici… da eroico qual era. Giancarlo, a lui molto legato, e tutti coloro che lo amavano tanto hanno voluto intitolare a Luciano il primo tratto di strada bianca dell’Eroica, quello del Castello di Brolio, oltre alle altre mille piccole attenzioni che verranno riservate alla sua memoria nel corso dei tre giorni di festa, la prima senza Luciano.

Sportdigitale all’Eroica

Anche Sportdigitale sarà a Gaiole in Chianti per raccontare il Festival attraverso un diario di viaggio in due lingue, fatto di immagini, video e parole per poter abbracciare più eroici possibile e le loro storie.

Alessandra Ortenzi e Francisca Gutierrez seguiranno i percorsi e gli eventi. Ci sarà anche un appuntamento con il libro “Digital Marketing per lo Sport” previsto, secondo il programma che trovate sulla pagina del Sito Ufficiale, sabato pomeriggio presso l’Auditorium delle ex Cantine Ricasoli. Infatti, nel pomeriggio dedicato all’Incontro con l’Autore,  8 magnifici libri, che raccontano le più belle emozioni in bicicletta, verranno presentati da Sergio Meda.

 

 

team di sportdigitale

Il Dream Team di Sportdigitale e le metafore dello sport

Mettere insieme una squadra è difficile. Lo sa benissimo qualsiasi coach o mister che abbia a che fare con materiale umano e debba, per forza di cose, cercare di incastrare peculiarità, caratteristiche e capacità di vivere il gruppo e dare forza al progetto.

Spesso ci sono altre cose da tenere a mente: l’ambiente dove si giocherà, la proprietà del club, l’esigenza e l’influenza del territorio e dei tifosi. Per tal motivo il lavoro del tecnico e del suo assistente, deve partire da un progetto, da una strategia e poi, via via, costruire il dream team.

Come nelle migliori squadre e nelle migliori scuderie, anche il Team di Sportdigitale è cresciuto attorno ad un progetto comune, messo insieme in maniera quasi naturale per affinità, incastri e competenze.

La mia professione mi ha portato a far incontrare due mondi profondamente diversi ma non lontanissimi: il digitale e lo sport.

Ho trovato in Alessandro Vezzoli lo stesso entusiasmo che sentivo in me quando ho pensato, immaginato per la prima volta questo percorso. È stato 3 anni fa. Assieme a Davide Uccella e Daniele Tagliabue della redazione di Basketinside.com, io e Alessandro volevamo strutturare un percorso che potesse portare a professionalizzare i più di 100 redattori e fotografi della testata.

Abbiamo cominciato a progettare ma poi, impegni professionali, il susseguirsi della vita quotidiana in balia della pallacanestro e dei campionati, ci ha messo in standby. Fino alla proposta del manuale della Hoepli sul “Digital marketing per lo sport”. Ho colto al volo l’opportunità e l’ho chiamato, entusiasta.

Era arrivato il momento.

Stavamo riaprendo il cassetto in cui avevamo riposto, solo per un breve periodo, la visione che avevamo avuto. Ma da soli non volevamo farlo. Ero io il coach e dovevo prendere una decisione. Ho coinvolto altri 7 professionisti, ognuno per il suo settore specifico: persone che conoscevo personalmente perchè solo l’empatia e la capacità di intravedere la forza di squadra e l’assenza di criticità nello spogliatoio mi ha portato a scegliere. Così sono arrivati nel progetto Flavius, Monia, Valentina, Bernardo, Maria Grazia, Corinna e Roberto. La squadra era fatta e, con una strategia e un lavoro di condivisione, abbiamo cominciato a scrivere il libro.

Five fingers: la teoria delle cinque dita

Io e Alessandro veniamo da un mondo in cui le logiche sono legate alla squadra. C’è una frase che è il simbolo del nostro sport:

A basketball team is like the five fingers on your hand. If you can get them all together, you have a fist (Coach K.)

“Una squadra di basket è come le cinque dita di una mano: ogni singolo dito ha una sua funzione che si completa solo assieme alle altre. Poche cose possono fare le dita da sole. Ci vogliono almeno due dita per poter prendere un oggetto e la loro fragilità è estrema. Ma se le cinque dita si serrano in un pugno possono sviluppare una forza incredibile. Se poi alla forza uniamo anche la tecnica nello sferrare quel pugno, le cinque dita mutano in un’arma micidiale.”

Lo stesso spirito anima il team di Sportdigitale. Ognuno con le proprie caratteristiche, con le proprie competenze, con la propria esperienza che viene messa a servizio della squadra. Sono molto fiera del mio gruppo. Avremo un lungo campionato e Alessandro giocherà con la maglia numero 5, come le 5 dita di Mike Krzyzewski.